Il subcontinente indiano non manca certo di fantasia quando si tratta di preparare il tè. Forse conoscete il famoso chai indiano servito con un goccio di latte. Esiste anche il tè al chiodo di garofano, accompagnato da altre spezie benefiche come la cannella e lo zenzero. Per un effetto disintossicante, si consiglia addirittura di aggiungere del limone. In India è consuetudine consumare questa infusione. E noi? Quali benefici possiamo trarne?
Un ottimo infuso per calmare i disturbi digestivi
Gli indiani hanno molti rimedi naturali per contrastare i disturbi. Ciò è dovuto principalmente alla loro alimentazione, che è piccante o speziata. I rimedi che utilizzano per alleviare il mal di pancia o il gonfiore addominale sono tradizioni antiche. Inoltre, il consumo delle loro spezie è oggi confermato anche dalla scienza moderna. È il caso, ad esempio, della curcuma e delle sue proprietà preventive contro alcuni tipi di cancro.
L'infuso di chiodi di garofano non è quindi una preparazione casuale. Le popolazioni locali lo utilizzano infatti per le sue proprietà riscaldanti.
Ecco gli effetti desiderabili di questo tè:
- Effetti antivirali e antimicrobici
- Fungicida
- Facilitazione della digestione
- Cura della flora intestinale
- Combattere efficacemente il gonfiore addominale
- Efficace in caso di infezioni urinarie
- Riduce i dolori mestruali
Con quale frequenza bere il tè al chiodo di garofano?
Il tè alla cannella è molto diffuso in India. Tuttavia, la nostra dieta non è adatta a un consumo regolare. Consigliamo quindi di seguire di tanto in tanto una piccola cura di una settimana per favorire il transito intestinale.
Bere tè alla cannella non è di per sé dannoso. Anzi, è proprio il contrario. Tuttavia, non è consigliabile per alcune persone, come ad esempio:
- I bambini
- Donne incinte e che allattano
- Pazienti in terapia con anticoagulanti
- Persone affette da ulcera ed epilessia.
